San Gabriele nelle lettere di Santa Gemma

da “Lettere di S. Gemma Galgani”, Roma, 1979.

1. Nel tempo che fui a letto, una Signora mi portò a leggere la vita di Confratel Gabriele; la lessi tante tante volte; un giorno poi la venne a riprendere, ma io che (non) volevo dargliela più; le dissi che non l’avevo ancora finita di leggere. Me la lasciò ancora un po’; tenevo quella vita con l’immagine sotto il guanciale, e mi pareva che mi rendesse tanto contenta, che non sapevo spiegarmi; tutti i giorni temevo che quella Signora tornasse a riprenderla, un giorno poi venne e me la portò via. Appena ne fui privata, cominciai a piangere. mi pareva che mi avessero levato tutto, e ritornai al solito tutta seria: tutta la mia consolazione era in quel libro. Venne poi la notte, e mi parve che un giovine vestito di bianco mi si accostasse al letto e mi parve dis entire queste parole: “Gemma, ti è così dispiaciuto privarti di quel libro?” ” O tanto!”risposi.”E perchè?”. Non risposi, perchè non lo sapevo neppure io. Lui allora si aprì la veste bianca che aveva davanti, e sotto era vestito a Passionista; prese il segno, me lo fece baciare e poi disse: “Sta’ contenta, ché questo dispiacere che hai provato, un giorno poi ti sarà premiato con una consolazione infinitamente maggiore. Coraggio, mi disse, e avanti!” e sparì (Lettere, pagg. 2-3).

2. Un’altra volta pure piangevo, perché volevo una grazia da gesù, e Lui (Confratel Gabriele) mi disse: “Perchè ti sgomenti? Ricorri alla Mamma mia addolorata; io in vita mia qualunque grazia avessi chiesta a Lei, non mi ricordo che me l’abbia mai negata”. Un giorno poi mi trovava proprio sgomentata, perchè vedevo che mi sembrava impossibile essere Passionista, perchè non ho niente niente; ne ho soltanto un gran desiderio. Gesù almeno mi conceda presto questa grazia, perchè non ho pace, soffro molto, perchè me ne vedo lontana. Più nessuno ormai mi potrà distogliere da questa cosa. Quando mai ci arriverò? Confratel Gabriele mi rispose: “Ma perchè fai così? Dunque non credi alle mie parole? Sta certa che sarai Passionista”. Dopo che Confratel Gabriele mi ha dette queste parole, io mi sento tutta contenta, ma poi vedo che nessuno ci pensa a dire qualche cosa; il Confessore mi pare che neppure ci pensi (Lettere, pag. 5-6).

3. Ancora un’ultima cosa. Domenica sera pinagevo; Confratel Gabriele venne e mi disse: “Perchè piangi”. “Ho paura di non poter andare in convento, non ci pensa nessuno”. E Lui: “Non temere: il primo venerdì di Marzo sarai felice”. “Ma come felice, non lo sai in che consiste la mia felciità?”. E Lui:”Sarai in convento”. “E dove?”. “Dio ti benedica”, disse e sparì. Ogni notte poi viene, e quando mi grida e mi riprende se nel corso del giorno faccio dei peccati; altre volte mi dice, anzi stanotte mi ha detto (perchè io volevo terminare questa lettera senza metterci l’ultima cosa, ma Lui): “O perchè provi ripugnanza a scrivere a P.Germano, non sai chi è? E’ mio fratello”. Senz’altro stamani ho tutto terminato (Lettere, pag. 7-8).

4. Mi dice una cosa? O che fa Confratel Gabriele? E’ da ieri sera circa le 7 che lo vedo con le mani giunte a pregare davanti a Gesù Sacramentato. Vedesse quanta luce! ma è allegro nel viso! io non ho coraggio di domandargli con la bocca, per chi prega, ma Lui, che se ne avvede del pensiero, mi risponde ridendo: “E non prego per te, prego per Serafina” E ora non dico altro (Lettere, pag. 72).

5. Otto giorni sono, una sera mentre dormivo, mi parve che Confratel Gabriele mi dicesse che se volevo ottenere la grazia tanto desiderata (Lei sa qual’è), facessi per 7 sere la corona dei dolori e ogni giorno recitasi lo Stabat Mater. Ieri, sesto giorno, Confratel Gabriele insieme a Maria SS. dei dolori mi parve che mi dicesse che quando Lei volesse fare la prova, loro sono pronti (Lettere, pag.321).

6. Stanotte poi, dopo averne toccate assai (ma arriverei anche a qualche cosa di più), ho detto: “Confratel Gabriele, vieni”. L’ho detto piano piano, che non so come abbia fatto a intendermi. E’ venuto subito: mi ha aiutata ad alzarmi, e mi sono messa a sedere. Io persò ero seria seria, ma Lui rideva e mi ha detto: “Gemma, perchè sei così triste?”. Mi ero messa quasi a piangere, ma quando ho veduto che era Lui, ho subito risposto: “Sono un po scontenta, perchè io vorrei farmi Passionista, e mi pare di vedere certe cose curiose”. Allora mi sono messa a piangere forte forte, e Lui mi ha presa per la mano, e mi ha detto: “Sta contenta, benedetta Figliuola; te l’ho detto tante volte che tu sarai Passionista. Smetti di piangere ché devo dirti tante cose, e dopo ti prometto di non farti più piangere per questo, perchè ti lascerò consolata in una maniera che qualunque cosa accadrà, ci penserò io”. Allora non ho più pianto. Mi ha preso per la mano e mi ha fatto sedere accanto a sè. Mi pareva che mi volesse tanto bene; mi accarezzava e ha detto: “Non temere nulla qualunque cosa succeda. il nuovo convento dovrà essere fatto qui, in questa città, e tu sarai Passionista. Sarà più facile che cada il cielo, che non si avverino queste parole, poichè sono parole che le ha fatte riferire a me Gesù Cristo. Leggi la vita di M.M. Crocifissa, e quella ti infonderà tanto coraggio e tanta forza, ché ora tu ne hai bisogno davvero”. Ma dicevo io: “vogliono mettermi in convento all’Addolorate, e quando sarò là, ho paura che se l’abbiano a dimenticare di me”. ” Non dimentico però io; fallo volentieri questo sacrifizio a Gesù; va’ dove il Confessore ti mette, perchè ora non è più tempo di star fuori; vai a portare la croce un po là, poi la porterai in un altro luogo. Io ti prometto ogni sera dopo le 11 di venirti a vedere e ti dirò in che modo dovrai regolarti. Coraggio dunque! Gesù si serve sempre delle persone deboli per fare cose grandi. Ma non aver furia; tutto avverrà a suo tempo, se tu sarai buona, e ti mostrerai sempre contenta; io mi servirò di te, e tu però dovrai parlarne solo al Confessore. Se ti domandano poi quale è la tua idea, rispondi: Domandatelo a Gesù; se ve lo dice, bene; se no, aspettate. Io e Gesù non abbiamo furia” (Lettere, pagg. 338-339).

7. Quando arrivai a casa, andai quasi subito a casa; avevo tanta paura, ma prima di entrare, chiamai Confratel Gabriele. Venne subito, ma mi gridò tanto tanto perchè, prima di tutto perchè non sto contenta anche dopo le tentazioni: invece di uscire dalla tentazione più forte, ci esco invece col cuore oppresso; poi perchè avevo detto di essere stanca di soffrire e, mi diceva: “Perchè tu ricusi il patire, mentre che Gesù ha patito tanto per te? Perchè lamentarti di ciò che è disposizione sua? Se il patire ti sembra lungo, la ricompensa poi sarà eterna, se la tentazione mette in sussulto il tuo cuore, e l’anima tua è sul punto di cedere al nemico ricorri a me: sono pronto ad aiutarti; fidati a me e non avrai a temere cadute. Ricordati sempre di parlare pochissimo riguardo le cose tue; evita i discorsi inutili perchè nelle tante parole si mescolano tanti difetti”. E mi ha lasciata (Lettere, pag. 347).

8. Venne poi Confratel Gabriele; mi parve che mi mettesse una mano sul capo e mi fece ripetere per tre volte:” Ab insidiis diaboli, libera nos Domine”. Lo dissi, lo disse pure anche la Sig.ra Cecilia, mi parve che mi benedisse e mi lasciò libera (Lettere, pag. 370).

9. Venne poi anche Confratel Gabriele (perchè a questo Santo io voglio tanto bene), e mi disse che mi avrebbe liberato da tutte le specie di tentazioni; io lo pregai ( non so se feci bene), che qualche cosa mi lasciasse, perchè se no, non avrei niente da dare a Gesù quando arriva la sera. Sono passati certi giorni, e la sera non avevo niente da dare a Gesù, e stavo male. Ma Confratel Gabriele mi disse che ora invece mi avrebbe liberata da tutto, perchè voleva Gesù, e lo dicessi anche a Lei che ora sono affatto libera” (Lettere, pag. 372)




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