6. Un casello personalizzato

(biografia tratta tratta da San Gabriele dell’Addolorata , Pierino Di Eugenio , ED. San Paolo, 1997)

Un ragazzo che ha lavorato con il cuore, nel nascondimento e in rigoroso silenzio. Ma ne ha fatta di strada. Oggi la sua fama non conosce confini. Sono almeno un migliaio le chiese a lui dedicate nei vari continenti. Ponti, viadotti e piazze portano il suo nome soprattutto nell’Abruzzo e nelle regioni limitrofe.

       Monte San Gabriele ( m 2117 ) si chiama oggi una vetta centrale della catena del Gran Sasso, che fu per lui meta di scarpinate e costante invito ad ascensioni spirituali. Superfluo per uno librato ad alta quota e già perso nell’estasi eterna della contemplazione di Dio.

       Nel 1929 Isola del Gran Sasso, parrocchia su cui insiste il santuario, lo proclamava suo compatrono. Ma già nel 1922 la gioventù cattolica marchigiana e umbra lo aveva scelto come loro patrono speciale.

       Nel 1926 fu proclamato ufficialmente da Pio XI compatrono della gioventù cattolica italiana.

Ricorrendo il cinquantesimo anniversario dell’evento, nel 1976 veniva istituita la festa dei giovani che è subito assurta ad appuntamento fisso.

       Da quel contesto nel 1980 è sorta l’ormai consolidata tendopoli che in uno scenario incantato offre a migliaia di giovani una settimana indimenticabile intorno a Gabriele, eletto primo tendopolista. La manifestazione culmina con la festa popolare l’ultima domenica di agosto.

       Non meno suggestiva è la celebrazione dei cento giorni dagli esami, che nel mese di marzo catapulta al santuario allegre schiere delle scuole superiori.

       Nel 1953 Gabriele veniva affiancato a San Berardo e a santa Reparata come patrono della diocesi di Teramo – Atri. Quando nel 1959 al santuario si celebrava il primo centenario dell’arrivo di Gabriele in Abruzzo, Giovanni XXIII volle coronare i festeggiamenti dichiarandolo solennemente patrono principale della regione.

       In quella circostanza e contestualmente all’approssimarsi del primo centenario della morte, adagiato nella sua urna dorata il santo fece un giro di ricognizione tra la sua gente toccando le principali località dell’Abruzzo. Tanto per mostrare che gradiva, disseminò il cammino di non poche grazie. Fu un giro trionfale.

       Parimenti trionfale e non meno benedetto era stato precedentemente il giretto fatto nelle Marche nel 1956, ricorrendo il primo centenario del suo ingresso tra i passionisti nel noviziato di Morrovalle.

       Gabriele gode di popolarità anche all’estero, in special modo tra gli emigrati. Suggestive le feste patronali promosse dalle associazioni degli emigrati abruzzesi in Belgio, Canada, Australia, Stati Uniti e in tutta l’America latina.

       Di recente istituzione, ma subito attecchita nel popolo è la festa del pellegrino. Suscitata nel 1992 dall’entusiasmo per le celebrazioni del centenario della prima ricognizione, si celebra all’inizio di luglio e mira a valorizzare l’antica tradizione dei pellegrinaggi a piedi accompagnati dai canti corali popolari. Una rimpatriata con stendardi e gonfaloni, gabriellini e costumi tradizionali.

       All’inizio del mese di settembre fin dal 1980 si celebra la giornata regionale del malato, promossa dall’Unitalsi. Un appuntamento commovente.

       Per mantenere il collegamento con i devoti sparsi in tutto il mondo, dal 1913 esce L’eco di san Gabriele, un mensile che conta oltre mezzo milione di lettori.

       Gabriele è un amico raffinato. Figlio d’alto funzionario dello Stato pontificio, frequentò la nobiltà di Spoleto distinguendosi per bon ton ed eleganza. Ma sul più bello rinunciò a tutto per gioire della frugalità conventuale tra i passionisti. Raggiunse la sua sede definitiva in Abruzzo percorrendo mulattiere e dirupati sentieri. Ma oggi accogli i suoi amici con un casello autostradale personalizzato sulla A24 Roma- L’Aquila – Teramo.

 

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