4. La tomba e le polveri del sepolcro

(biografia tratta tratta da San Gabriele dell’Addolorata , Pierino Di Eugenio , ED. San Paolo, 1997)

Altro luogo chiave della devozione popolare, testimone principale di innumerevoli miracoli, è il sepolcro dove il santo ha riposato per trent’anni, dalla morte nel 1862 fino alla ricognizione del 1892.

       Si trova all’interno della chiesa, a ridosso della colonna destra del transetto. Era coperto dalla pietra tombale di cui si parla all’inizio della seconda parte della storia.

       Rimossa la pietra, la botola fu recintata con una cornice di marmo che incastonava una lastra di vetro protetta da inferriata. L’aggiunta di un piccolo recinto con quattro colonnine mirava a impedire che i devoti vi dormissero sopra.

       Fatica sprecata. Tanto più che ancora una volta la fede popolare batte disinvoltamente la prudenza dei sapienti. Ognuno procede per la sua strada convinto di fare il proprio dovere. Infatti le cose stanno adesso così: i custodi continuano a proibire, i devoti continuano a disobbedire adagiandovi di nascosto soprattutto bambini e malati, e Gabriele continua ad operare prodigi. La conclusione tiratela voi.

       Reliquie molto care ai devoti sono poi le polveri del sepolcro, nel segno della tomba gloriosa di Cristo. Qualche teologo arriccerà il naso ad ascoltare chi si rivolge a lui con fiducia.

 

 

Annunci



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: