7. Una nuvola benefica

(biografia tratta tratta da San Gabriele dell’Addolorata , Pierino Di Eugenio , ED. San Paolo, 1997)

Durante la ricognizione del 1892 un fatto inaspettato suscita lo stupore generale. Cielo tersissimo, una nuvoletta parte dalla cima occidentale del Gran Sasso e in picchiata, coprendo a ombrello la chiesa e la folla festante, si scioglie in fitta pioggia unicamente su quella piccola area circoscritta.

       L’intuito popolare l’interpreta subito come risposta beneaugurate del cielo. Provate a dargli torto. Da quel preciso momento inizia infatti la pioggia di grazie che non si è più interrotta. Solo in quella giornata si verificano almeno otto prodigi accertati. Uno per tutti, riconosciuto poi ufficialmente per la benedizione.

       Maria Mazzarelli, 20 anni, figlia dell’orefice di Isola, era divorata dalla tisi che in tre anni l’aveva condotta sull’orlo della tomba. Era insomma data per spacciata dalla scienza medica.

       All’entusiasmo che circonda Gabriele il padre disperato oppone una sfida degna di san Tommaso: crederà alla sua santità solo se farà grazia alla figlia. La quale intanto afferma che in sogno la Madonna l’ha invitata a rivolgersi al << santo penitente del convento >>. Guarisce istantaneamente al termine di un triduo di preghiera.

       Il prodigio fu paragonato alla risurrezione di Lazzaro. Ebbe enorme risonanza anche perché quel giorno era domenica e ricorreva la fiera paesana. Il pellegrinaggio a piedi scalzi per il ringraziamento, capeggiato dalla stessa graziata, riversò sulla tomba un popolo che cantava:

<< Gabriele è veramente santo, ha guarito la figlia dell’orefice Angelo >>.

 

 

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