8. Scherzare con i santi

(biografia tratta tratta da San Gabriele dell’Addolorata , Pierino Di Eugenio , ED. San Paolo, 1997)

       Qui bisogna ricordare un fatto emblematico, incredibile se non fosse abbastanza ben documentato. Dal 1894 al 1907 i miracoli non si verificano sulla tomba ma o fuori della chiesa o in casa degli infermi.

       Un black- out ? Quasi. Appunto in quello 1894 il beato Bernardo Silvestrelli, che da poco era stato confermato nella suprema carica dai padri passionisti, fa una capatina a Isola in veste di visitatore generale.

        Santo con santo e amico con amico ( erano stati compagni di noviziato a Morrovalle ), non si meraviglia tanto degli strepitosi prodigi quanto del contorno che li accompagna: chiesa gremita giorno e notte da folla che prega, ringrazia, supplica, canta. E schiamazza pure.

       Un mezzo caos. Così non può andare, sospira Bernardo che taglia corto d’autorità: << Gabriele, dove vai con questo modo di fare? No, no. E’ volontà di Dio che non avvenga questo frastuono. I miracoli si possono fare anche fuori della casa di Dio >>.

       Gabriele, che in vita aveva obbedito ciecamente anche quando il direttore scherzava – come quella volta che si sentì dire << ma vai a pascolare le pecore >> e prese subito la via della montagna – non fa distinzioni. S’ inchina alla volontà dei superiori anche morto e sospende i miracoli sulla tomba per tutto il tempo in cui Bernardo resta in carica, cioè fino al 1907. ma scaduto lui, si ripaga con l’interesse.

       Siamo con i santi, non possiamo parlare di vendetta . diciamo allora che si trattò di una bella rivincita. C’è da sapere infatti che in precedenza, nel 1893, Gabriele gli aveva fatto uno scherzetto.

       Era imminente il capitolo generale, l’assemblea che rinnova le più alte cariche dell’istituto, e Bernardo era il candidato numero uno. Ritenendosi nella sua umiltà inadatto a qualsiasi compito direttivo, gioca d’anticipo e risolve di allontanarsi in incognito da Roma.

       Prende il treno per rendersi irreperibile ed è già convinto di avercela fatta quando gli appare Gabriele che lo apostrofa: << Bernardo, dove vai? No, no. Va’ al capitolo perché è volontà di Dio che tu riprenda le redini del governo >>. Fu giocoforza tornare indietro e rimettersi alla guida dell’istituto senza battere ciglio. Governerà con rara sapienza per circa trent’anni, acclamato come secondo fondatore della congregazione dei passionisti.

       In un momento di familiarità lo stesso Bernardo si confida con padre Norberto Cassinelli borbottando:

       << Quel ragazzo me l’ha fatta grossa, ma proprio grossa >>.

 

 

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