6. Santo in precedenza

(biografia tratta tratta da San Gabriele dell’Addolorata , Pierino Di Eugenio , ED. San Paolo, 1997)

       Passano trent’anni da quel 27 febbraio 1862. solo un filo di memoria sopravvive alle intemperie. Ma è un filo resistente e nel 1892 il superiore generale dei passionisti decide a sorpresa di candidare Gabriele alla glorificazione dei santi. E con diritto di precedenza.

       Occorreva a tal fine procedere alla ricognizione dei suoi resti mortali. Si torna quindi a Isola con trepidazione. Ma essendo il convento chiuso da anni si stima opportuno traslare il corpo di Gabriele nella sua Umbria, nei pressi di Spoleto, dove i passionisti hanno una magnifica sede.

       L’incaricato della ricognizione, un sant’uomo di nome Germano Ruoppolo, per eludere l’attenzione e semplificare le operazioni arriva in incognito e travestito. Ma quello che avviene è scritto nell’incipit di questa storia.

       Per giorni la popolazione sottopone a stretto controllo la chiesa e tutte le vie d’accesso. Padre Germano si convince che c’è il dito di Dio, telegrafa a Roma e piange di gioia insieme alla folla osannante.

       Siamo ancora qui a domandarci da dove poterono sbucare quel giorno circa settemila persone per cingere di devoto assedio una sperduta chiesetta che si poteva raggiungere solo attraverso impervi sentieri.

       Ma allora possiamo domandarci anche come è possibile che oggi siano diventati milioni i pellegrini che accorrono da ogni parte del mondo, per di più senza la blandizie di eccessivi richiami turistici. Gabriele dice che è possibile, e davanti alla santità si può solo chinare il capo.

 

 

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