7. Una lavata di capo

(biografia tratta tratta da San Gabriele dell’Addolorata , Pierino Di Eugenio , ED. San Paolo, 1997)

Tutti notano che fa davvero. << Sembra religioso già da molto tempo >>. Si immerge nella comunione con Dio senza soluzione di continuità. Non vuole visite di parenti per evitare distrazioni.

Nel maggio 1857 passa a Monrovalle il papa Pio IX, ma Gabriele preferisce pregare per lui piuttosto che cedere all’innocente curiosità di andare a vederlo. E fa proseliti fra i religiosi e gli altri novizi.

Chiaro che in questo modo l’anno di noviziato passa in fretta. Anzi è già finito. E il 22 settembre 1857 con la professione religiosa Gabriele diventa passionista a tutti gli effetti. << Con la grazia di Dio e la protezione di Maria Addolorata, con mia indicibile gioia e consolazione sono stati appagati i miei desideri. Una grazia così grande non si può esprimere >>. E’ il ritratto della felicità.

Resta a Monrovalle ancora nove mesi in attesa che i suoi compagni completino l’anno di prova. Nel frattempo non se ne sta certo con le mani in mano. Ha promesso alla Madonna che non sciuperà un minuto di tempo e vuole essere di parola. Già, il tempo è denaro.

Eccolo allora riprendere i libri e lavorare di buona lena per affinare lo spirito. Lo studio non l’abbandonerà più. Morirà studente.

Vive di slanci. Sente che a Isola del Gran Sasso, Teramo, è morto di tisi uno studente di 22 anni ? Lo invidia e prega subito la Madonna perché gli conceda la stessa grazia, beccandosi una solenne lavata di capo dal direttore spirituale padre Norberto Cassinelli.

Un gesuita di Fermo domanda a padre Norberto:

<< Come va questo ragazzo? Era un po’ leggero >>. Risposta perentoria : << La vocazione l’ha trasformato. Se va avanti di questo passo si farà santo davvero >>.

 

 

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